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venerdì 12 febbraio 2010

Pistol Pete Maravich


Pete Maravich nasce il 22 giugno 1947, ad Aliquippa Pensylvenia.
Era il figlio di Press Maravich, il quale era stato una guardia degli Youngstown Bears nella National Basketball League e dei Pittsburgh Ironmen nella Basketball American Association.
Non fu un rapporto facile quello di Pete con il padre: Press Maravich si aspettava sempre molto dal figlio; ciò lo portava talvolta a addirittura a rimproverarlo anche davanti ai compagni di squadra quando allenò il figlio a Louisana State.
Nondimeno, la carriera di giocatore di College di Pete fu semplicemente sensazionale: nelle sue 4 annate da giocatore di college Pete realizzò rispettivamente 43.6,43.8,44.2 e 44.5 punti a partita(medie realizzative incredibili in un'epoca dove non esisteva ancora il tiro da 3 punti, che fu introdotto nel basket collegiale solo a partire dalla stagione 1986-1987).
Durante le sue annate a LSU Maravich stabilì ogni possibile record realizzativo: maggior numero di punti segnati(3,667), maggior numero di canestri dal campo(1387), maggio numero di tiri tentati(3,166), e maggior numero di gare da 50 o più punti( 28).
Nonostante la sua immensa classe, le sue giocate al limite della perfezione, iniziarono per Pete anche le prime critiche: si diceva infatti, che fosse un grandissimo talento, uno splendido solista, il quale però non sapeva migliorare i compagni né portarli alla vittoria.
I risultati sembravano confermare questa tesi: sublimi numeri individuali ma un modesto 49-35 di squadra.
Maravich fu scelto con la terza scelta, dagli Atlanta Hawks, nel Draft del 1970, dietro a Bob Lanier e Rudy Tomyanovich.
Malgrado le sue impressionanti prestazioni con la maglia di LSU, Pete non fu accolto bene da una parte degli addetti ai lavori in NBA.
Si riteneva che Pistol Pete fosse: un giocatore gracile che non avrebbe retto al gioco fisico dell' NBA; oltre che un giocatore che pensasse più allo spettacolo che alla sostanza.
Pete tuttavia, smentì queste voci segnando 23.2 punti a partita, risultando nono nella lega in questa statistica.
A fine stagione fu scelto nell' NBA ALL ROOKIE TEAM.
Aveva incantato tutti con la sua creatività, i suoi passaggi millimetrici ed i suoi Crossover ai limiti dell'impossibile.
Gli Hawks,tuttavia, persero 12 partite in più dell'anno precedente.
Si diceva che il destino di Atlanta con Maravich fosse questo: grandi numeri personali per lui ma mediocri
stagioni ed eliminazioni immediate ai Playoff per la sua squadra.
Questo si rivelò in seguito tristemente vero.
Nel 1972, Maravich soffrì un infortunio e saltò 16 gare in stagione.Realizzò solamente 19.3 punti a partita, un bottino ampiamente sotto gli standard abituali di Pistol Pete.
Gli Hawks ebbero lo stesso record della passata stagione: 36-46.

Atlanta nonostante ciò, riuscì a qualificarsi al secondo posto nella central division dietro i Baltimore Bullets.
Pete riuscì a spingere Atlanta a gara sette contro i Boston Celtics, segnando 27.7 punti a partita nella serie.
Aveva giocato splendidamente ed aveva messo seriamente in apprensione Boston.
Nonostante questo, la sua squadra era stata eliminata al primo turno di Playoff.

Ancora una volta Pete sembrava non riuscire a scrollarsi di dosso l'immagine di giocatore bello da vedere ma perdente.
Perdipiù la stagione 1973-1974, sebbene coincise con la sua più alta media realizzativa fino ad allora siglata in stagione, il team compilò un misero record di 35-47 e mancò i Playoff.
Nel 1973-1974, Pistol Pete segnò 27.7 punti a partita, finendo secondo al solo Bob McAdoo nella classifica marcatori.
Nell' All-Star Game di quell'anno Pistol Pete segnò 15 punti in 22 minuti.
Nonostante questo, Atlanta non si era qualificata per i Playoff.
Frattanto, con l'espansione i New Orleans Jazz si stavano preparando per la stagione 1974-1975.
I Jazz avevano bisogno di un uomo franchigia, e chi sarebbe stato meglio di Maravich per ricoprire quel ruolo?
Così i Jazz scambiarono due prime scelte al Draft NBA: Deam Memminger e Bob Kauffman più altre due future prime scelte per riportare Maravich in Louisiana.
Pete era ritornato nella regione che gli aveva dato tante soddisfazioni nella sua carriera universitaria; la regione, nella quale, aveva sgretolato ogni possibile record realizzativo.
Lo Showtime era tornato in Louisiana.
Sebbene i compagni di squadra di Maravich non fossero grandi giocatori, la gente era ammaliata dalle giocate di Pistol Pete e dalla sua fantastica pallacanestro.
Il primo anno in Louisiana, Maravich segnò solo 21.5 punti a partita, tirando anche la sua peggior percentuale dal campo di sempre: 41.9.
Pete tuttavia, s'impegnò in altri aspetti del suo gioco, registrando il suo massimo in carriera in: rimbalzi (422), palle rubate (120), ed assist (6.2 a partita).
Però,a fine stagione i Jazz ebbero il peggior record della lega: 23-59.
Nella stagione 1975-1976, Maravich giocò solo 62 partite a causa di molti problemi fisici, tirando però con la percentuale dal campo migliore della sua carriera: 45.9, e finendo ancora una volta dietro a McAdoo e Kareem Abdul Jabbar nella classifica marcatori della lega con 25.9 punti a partita.
I Jazz finirono la stagione penultimi dietro gli Atlanta Hawks.
Pete fu scelto nella Post Season nel suo primo All-Nba First Team.
La seguente stagione fu la migliore in carriera di Pete.
Pete nella stagione 1976-1977 segnò 31.1 punti a partita, guidando la classifica marcatori della lega. Segnò 40 o più punti 13 volte in stagione, realizzò il maggior numero di punti totali (2,273), e di tiri liberi realizzati(500).
Il 25 febbraio 1977, Pete segnò 68 punti in una gara contro New York, irridendo i tentativi di imbavagliarlo di uno dei più grandi difensori sul perimetro di sempre: Walt Frazier.
Walt Frazier: uno dei più grandi giocatori di sempre.
Walt Frazier: forse il miglior playmaker difensivo di sempre.
Ebbene, in quella gara persino un avversario di quel calibro non potè far nulla per fermare Pistol Pete.
A fine gara, Walt disse:”He was too good, what can you do when he plays so good?”.
A causa di un' operazione ad un ginocchio, di un'infezione batterica e di una tendinite all'altro, Maravich giocò solo 50 partite nel 1977-1978, e pur non disputando un numero di gare sufficiente a classificarsi nella corsa al titolo di miglior realizzatore della lega, mise comunque a segnò 27.0 punti a partita.
Nella stagione 1978-1979, ci fu l'inizio del declino della carriera di Pete.
Saltò ancora una volta gran parte della stagione, scendendo in campo in sole 49 occasioni, e pur riuscendo ancora a realizzare 22.6 punti a partita e ad essere scelto per l' All-Star Game, i tifosi ebbero la sensazione che Pete non fosse più lo stesso.
I suoi movimenti erano più lenti, le sue giocate spettacolari erano sempre più rare, ma c'era un altro aspetto che colpiva più di ogni altra cosa: Pete non giocava più con la solita gaiezza e spensieratezza di sempre.
La stella di Maravich, che aveva brillato per i parquet di tutta America, si stava lentamente eclissando.
La franchigia dei Jazz, fiutando un calo d'interesse per il basket a New Orleans, si trasferì a Salt Lake City.
Il 17 gennaio 1980, dopo sole 17 gare con gli Utah Jazz, Pete venne ceduto ai Celtics.
Per ironia della sorte, quello che era stato forse il più grande solista di sempre: Pete Maravich si trovava nella squadra più imbevuta del concetto di gioco di squadra di sempre: i Boston Celtics.
Maravich era ancora capace di segnare 11.5 punti a partita e realizzare grandi exploit realizzativi come ad esempio: timbrare a referto 10 punti, provenendo dalla panchina in una gara in rimonta contro i Washington Bullets .
Maravich era stato un superbo tiratore dalla distanza durante la sua carriera, ma prima di allora non aveva mai giocato in una lega dove ci fosse il tiro da tre punti, conseguentemente tutti i suoi tiri erano da 2, anche quando scagliati da molto lontano.
Nella stagione 1979-80, l' NBA adottò la linea dei 3 punti.
Maravich fece 10 su 15 da tre.
Dopo quella stagione Maravich si ritirò dal basket professionistico.
Aveva segnato 24.2 punti a partita in carriera, incantato tutti con la sua classe e fatto sentire speciale anche l'ultimo dei suoi tifosi.
Qualità queste, che sono in dote solo ai grandissimi campioni.
Fu eletto nell' Hall of Fame dell'NBA, ricevendo anche la nomina per l'NBA 50th Anniversary Team.
Perfino i Jazz, pur avendolo mandato via in malo modo, gli ritirarono la maglia nel 1985.
Tristemente, Pete morì a causa di un attacco di cuore in una palestra della California.
Era il 5 gennaio 1980.
Pete soffriva di una rara malattia cardiaca: la mancanza di un'arteria sinistra nel cuore.
Si spegneva una delle stelle più fulgide della storia NBA.
Una stella il cui splendore abbacinante ha rappresentato degnamente la bellezza di questo sport.
Addio Pistol Pete.Pete Maravich

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